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Prime Esperienze

Il master 18 enne


di Membro VIP di Annunci69.it Bassolazio35
20.11.2025    |    3.597    |    3 8.1
"Rischio di strozzarmi e mi fermo, mi asciugo le lacrime che mi sono scese per via del cazzo puntato in gola e comincio a leccare palle e cappella altrrnati..."
Sono in vacanza sul lago di Bracciano, la serata è noiosa, così decido di scrivere a Luca.
Si tratta di un giovanissimo ragazzo etero che, per trasgressione e per racimolare qualche soldo, ha intrapreso la moda del momento: fare il master su Instagram, offrendo piedi e blanda dominazione.

L'ho conosciuto qualche settimana prima, ho visto il suo profilo e mi ha colpito molto per la semplicità e la bellezza. Soprattutto quando, privatamente, non si è fatto problemi a mandarmi una foto del viso.

Sono anni, infatti, che mi domando come sia stare dall'altra parte, essendo abituato anche io a fare il master, il maschio alpha, il dominatore. L'idea di essere la parte inferiore, il sub, mi stuzzica solo in un caso: se l'altro, il master, è giovanissimo, etero e figo.

Motivi per i quali, fino ad oggi, non ho mai trovato la persona giusta. Anzi, qualche volta ci sono andato vicino, ma il fatto che fossero troppo motivati dal soldo, mi ha sempre frenato. "L'ideale- ho sempre ripetuto tra me e me- sarebbe trovarne uno che lo faccia sia per piacere, sia per mettersi qualche euro in tasca".

Luca mi sembra proprio rispondere a questi requisiti, quindi ho salvato il suo numero, perché un giorno mi potrei decidere a fare questa esperienza. E quel giorno è arrivato. "Ciao bello, che fai stasera? Io sono a Bracciano ma potrei anche venire a Roma, se sei libero", gli scrivo.

Passa una buona mezz'ora e non ricevo risposta. Visto che sono tornato dal lago da poco e sono stanco, mi distendo e mi addormento. Dopo una mezz'ora, mi arriva un messaggio e mi sveglio. Guardo il cellulare con un'occhio aperto e uno chiuso e vedo che è Luca.

Mi alzo immediatamente, infilo gli occhiali e leggo la sua risposta, che non può essere migliore. "Ciao Bro, stasera sono a casa da solo, perché i miei vanno al cinema. Se ti va organizziamo".

Dopo un momento di panico, rispondo che alle 21 in punto posso essere a Roma, chiedendogli anche l'indirizzo, per essere sicuro non sia una fregatura. Luca non esita un momento e mi invia posizione GPS e indicazioni per trovare il citofono e l'appartamento.
Mi butto in doccia e mi preparo al meglio, anche se non so neanche cosa aspettarmi.
Quando abbiamo parlato di una eventuale sessione, infatti, siamo rimasti sul generico. L'unico punto certo è che non mi chiederà la cifra che chiede solitamente, sia perché vengo da fuori e spendo di viaggio, sia perché ho esperienza da master e non mi considera la solita cagnetta passiva (parole sue).

In realtà, credo di averlo ingolosito con i miei racconti e video sulle sessioni che faccio con ragazzi etero, per lo più giovani, tra massaggi erotici e altre pratiche. Forse ho giocato bene le mie carte.
Faccio il percorso dal lago a Roma con mille pensieri nella testa ma, per lo più, cerco di andare in modalità 'pragmatica' e di non rovinarmi la serata con ansia da prestazione. Arrivo sotto casa sua, trovo parcheggio facilmente e gli scrivo. Lui mi risponde subito, per fortuna, e mi dà l'ok a salire. Faccio le tre rampe di scale del palazzo quasi correndo, arrivo al pianerottolo del suo appartamento e vedo che la porta è socchiusa.
Dentro è tutto in penombra e scorgo questo ragazzetto giovanissimo, esile ma tonico, capelli ricci arruffati sul castano chiaro, pantaloncini da basket e t-shirt bianca, ai piedi ciabatte di gomma bianche dell' Adidas. Mi accoglie così come sta in casa ed è molto intima come situazione.

In quel nomento, capisco che è arrivata, finalmente, la mia occasione ed entro senza esitare. Lui non parla molto, mi fa cenno di seguirlo in camera da letto. Tutto fa pensare ad un ragazzino da poco uscito dall'adolescenza: la play station poggiata a terra, vicino un paio di nike bianche usatissime, un lenzuolo con i cartoni animati, libri ovunque e tanti poster di sport e cantanti, che neanche conosco.

Luca mi aspetta in piedi, non credo sappia bene cosa fare, così mi rendo conto che sarò io a condurre l'incontro, nonostante sia lui il "master".
Gli chiedo se posso annusarlo e lui mi fa un cenno di assenso con la testa. Parto dalle ascelle e dal collo, già intensi, poi passo ai pantaloncini, che sposto per annusare l'inguine e finisco con i piedi nelle ciabatte.
Non odora molto, anche se si capisce che non ha fatto la doccia (come gli avevo chiesto io), ha odori leggeri ma tipici dei ragazzi pieni di ormoni.

A quel punto, mi chiede se mi disturba che fumi. Neanche il tempo di dire di no, che Luca è gia steso sul letto con la sua cannetta e va in uno stato di totale relax, quasi sonnolento.
"Posso fare ciò che voglio e magari mi fermi tu se qualcosa non ti piace?", faccio io sornione.
Lui fa il solito cenno annuendo.
A quel punto, capisco che sarà come stare al parco giochi e comincio a dedicarmi al suo corpo, partendo dai piedi. Annuso e lecco bene ogni singolo dito, le piante, li massaggio e poi passo alle gambe. Noto che ha dei polpacci e quadricipiti belli sodi, così gli chiedo se fa sport.
"Si gioco a calcio da tre anni ma niente di che".

Niente di che per lui, forse. Per me, questo dettaglio è la ciliegina sulla torta e mi arrapo ancora di più. Riprendo ad annusare e leccare vicino le palle e noto che gli slip stanno per esplodere. Capisco che ha una bella dotazione e la cosa mi entusiasma. Poi ,opto per un diversivo, perché non vorrei affrettare i tempi, dedicandomi subito al cazzo. Gli chiedo se vuole girarsi e lui esegue, senza neanche rispondere. Poggia la canna nel posacenere e si distende.
Comincio a fargli un massaggio rilassante alle spalle, seduto sul suo culo sodo. Poi decido di togliermi la tuta e rimango con la canotta nera sopra e il jockstrap sotto.

Lo sento andare in uno stato di rilassamento profondo, quasi addormentato, tra l'effetto della marijuana e le mie mani magiche. Mi avvicino con il viso alla sua nuca, perché voglio annusare i suoi capelli e così faccio, eccitandomi ancora di più.
Poi, decido che è arrivato il momento di sfilargli le mutande, così mi metto sul fondo del letto e procedo. Ho solo qualche difficoltà, perché il cazzo duro si impiglia agli slip ma questo mi dà modo di fargli sollevare un po' il sedere per poterli sfilare.
Una volta tolti, gli tengo il culo sollevato con le mani e annuso con vigore il suo buco, che ha dei piccoli boccoli di peli attorno.

Non posso resistere e infilo avidamente la lingua, prima leccandolo a mo' di cagnolino, poi spingendola dentro e fuori, con ritmo costante. Capisco che sta godendo, perché comincia ad emettere i primi gemiti, seppur solo accennati.
Ormai sono un treno in corsa, così oso il tutto per tutto e, dopo la lingua, bagno l'indice con il gel che avevo a portata di mano e comincio a stuzzicargli il buchino.
Nel giro di qualche minuto si rilassa lo sfintere e il dito entra senza problemi. Lui non si oppone e mi permette di arrivare alla sua piccola e morbida prostata.

È qui che Luca comincia ad ansimare e si desta da quel torpore iniziale, facendomi notare che sta bagnando il letto con il pre cum. A quel punto, gli afferro l'asta da sotto e, mentre con un dito massaggio la prostata, lo sego.
"Oh Bro, fermate che così sborro", mi fa lui.
"Ok,Ok" rispondo io e gli suggerisco di voltarsi pancia in su.
Accetta anche di essere bendato, così gli metto in fazzoletto sugli occhi e comincio a sfiorarlo con mani e lingua in tutti i punti sensibili.
Piedi, palle, cappella, capezzoli, ascelle, fino a che, arrivato quasi al viso, mi faccio coraggio e gli avvicino la bocca alle labbra, così da fargli capire che sto per baciarlo.

Non si oppone, dunque ritengo di avere il via libera e gli poggio le labbra sulla bocca. Lui resta quasi immobile ma mi accorgo che la apre leggermente, segno che ci sta. Così, spingo a fondo la lingua e cominciamo a pomiciare.
Poco dopo mi stoppa, dicendomi di succhiarlo. È il primo e unico momento in cui detta una regola o chiede di fare qualcosa. Un sussulto da master, anche se ormai totalmente in balia delle mie cure.

Non lo deludo. Scendo giù con la testa e accolgo quel bel cazzo duro in bocca, succhiando con tutta la passione possibile e facendolo arrivare fino all'esofago. Rischio di strozzarmi e mi fermo, mi asciugo le lacrime che mi sono scese per via del cazzo puntato in gola e comincio a leccare palle e cappella altrrnati.

Visto che, a portata di mano, ho anche i preservativi, gli chiedo sottovoce se posso mettergli il condom e lui fa cenno di si col pollice. Non mi sembra vero e mi affretto a scartarlo, infilandoglielo con la bocca. Mi metto a cavalcioni su di lui, dandogli la schiena e mi accorgo che Luca tira su la benda per guardarmi il culo, scoperto per via del jockstrap.

Tempo cinque secondi ed è dentro. Comincio a cavalcarlo senza esitare e godo come non mai. Non tanto a livello fisico e meccanico, quanto per la situazione e per quanto mi piace lui.
"È la prima volta Bro che scopo un maschio. Tu stai fuori" , mi dice ridendo, con accento marcatamente romanesco.

Dopo cinque minuti di calvalcata, però, decido che devo farlo sborrare e che voglio assaggiare il suo nettare. Mi alzo, sfilo il preservativo, ci do dentro di bocca e, con un dito, entro nel culetto, per fargli provare un orgasmo diverso.
La prostata si gonfia e pulsa, segno che sta per scoppiare e così avviene. Il suo sperma è molto luquido e un po' amaro, tipico dei giovanissimi. Lo trattengo in bocca e vado in bagno a sputarlo. Quando torno in stanza, lui praticamente dorme, con il cazzo ancora barzotto e un po' di sborra sulla pancia. Mi distendo accanto a lui, poggiando una gamba sulle sue e una mano sul suo petto.

Ad un certo punto, Luca si desta, si stira le braccia e sbadiglia e mi ringrazia per la bellissima esperienza.
È talmente soddisfatto che mi dice di lasciargli solo metà dell'importo pattuito, già minimo e la cosa mi rende molto felice.
Sapere di averlo fatto godere è la cosa che mi più mi esalta.
Ci salutiamo con un abbraccio, scendo le scale e mi metto in macchina con la radio accesa a ripassare con la mente le immagini di quanto appena vissuto. Dopo mezz'ora, vedo arrivare una macchina con tre ragazzi della sua età che si ferma sotto il cancello di casa di Luca. Tempo cinque minuti e arriva lui tutto pimpante, gli amici gli allungano una bottiglia di birra e salgono in macchina.

Mi riprendo anche io e mi avvio verso casa al lago, ripercorrendo, per tutto il tragitto, i ricordi di quella serata, per fissare nella memoria odori, sguardi, gemiti e ogni dettaglio di quel magnifico ragazzo.




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